La
principessa del Regno del Caos
C’era una volta il Regno del Caos. Qui tutto era confusione,
tutto era disordine. Figuriamoci che gli alberi del bosco crescevano capovolti
con le radici al posto della chioma. I ruscelli scorrevano al contrario, i topi
inseguivano le volpi e la pioggia, invece di bagnare la terra, saliva verso il
cielo.
Era un Regno davvero strano, non si poteva mai sapere cosa
sarebbe accaduto, ma tutti gli esseri che vi abitavano erano felici perché
vivevano in comunione con la Natura.
Nel Regno del Caos c’era un enorme castello, con tante torri
e un grande ponte levatoio, sempre alzato. Però nel castello non vi era traccia
del Caos, regnava infatti ordine ovunque. Nel grande cortile ogni cosa era al
suo posto, nella stalla ogni cavallo aveva la sua biada, nel mastio ogni
finestra aveva il suo battente. Non c’era nulla che fosse fuori posto. Era un
castello incantato, triste e solitario.
Il Re, che vi dimorava con la Regina, aveva una figlia di
nome Iris, una giovane principessa in età da marito. Iris era molto bella, con
gli occhi verdi e lunghi capelli rossi. Le giornate di Iris trascorrevano tutte
uguali, non accadeva mai nulla che la facesse sorridere. Ella passava il tempo
nella sua stanza a leggere e a pensare a quanto sarebbe stata felice se solo
fosse potuta uscire dal Castello.
Sì perché il Re non aveva mai permesso alla figlia, sin dalla
nascita, di uscire dal recinto del Castello poiché temeva che il disordine del
Caos potesse portargliela via.
Così ogni giorno la principessa pensava e ripensava al suo
principe azzurro: quando sarebbe arrivato? Come e dove l’avrebbe incontrato? E
così spesso piangeva senza sosta, sola e triste.
Una notte d’autunno la principessa fu svegliata nella sua
stanza da una donna, il suo volto era vecchio e rugoso, i suoi capelli erano neri
e arruffati e aveva gli occhi iniettati di sangue, pareva proprio una strega.
Iris si spaventò molto, il cuore iniziò a batterle forte in
petto, il respiro si fece corto e un’intensa paura la pervase.
La vecchia strega le disse: «bambina mia, prendi coraggio e scappa
dal Castello, finché non entrerai nel Regno del Caos non saprai mai cos’è la
felicità». Iris spaventata rispose: «Ma non posso disobbedire ai miei genitori,
soffrirebbero troppo per me, se io fuggissi dal castello loro morirebbero di
crepacuore».
Allora la vecchia strega si adirò e in un attimo manifestò la
sua forza magica: una luce folgorante si espanse nella stanza di Iris
avvolgendo tutte le cose. La giovane si fece piccola piccola e si andò a
nascondere sotto il letto. Quando tutto fu finito, Iris uscì fuori tremante
cercando con gli occhi la vecchia strega. Ma non la vide più, al suo posto
trovò invece una manciata di ghiande.
I giorni trascorrevano uno uguale all’altro nel Castello
incantato, Iris non trovava il coraggio di parlare al Re e alla Regina della
strega e di chiedere loro di poter uscire nel Regno del Caos, così diventava
sempre più triste e malinconica.
Una mattina, appena sveglia, la principessa prese in mano le
ghiande che la strega le aveva lasciato sul camino e iniziò a scrutarle con
curiosità. Osservandone una sentì come una strana energia pervaderla tutta. Avvertì
come un richiamo lontano ma non comprese di cosa si trattasse. Capì però che
c’era qualcosa fuori, da qualche parte, che la chiamava, che aspettava proprio
lei.
Una sera nebbiosa d’autunno un giovane contadino perse la
strada nel Regno del Caos. Fu così che si trovò al cospetto dal grande Castello
incantato. Siccome fuori era freddo e il giovane non sapeva dove trascorrere la
notte, decise di bussare al portone del Castello. Subito fu accolto dai sudditi
del Re e gli fu offerto un pasto caldo accanto al focolare.
Il contadino raccontò al Re e alla Regina che fuori, nel
Regno del Caos, era successo qualcosa di veramente strano, che nessuno sinora
era riuscito a spiegarsi. Era come se il disordine che si solito regnava
sovrano, si fosse congelato, nulla era più come prima e nessuno sapeva il
perché.
La natura si era interrotta, non crescevano più le piante,
l’acqua dei ruscelli era immobile, gli uccelli non volavano più nel cielo. Il
disordine era stato sostituito da un ordine immobile che stava pian piano
facendo morire la Natura. Forse si trattava di un incantesimo maligno di
qualche strega gelosa e invidiosa della libertà e della creatività del Caos.
Il Re e la Regina, leggendo la preoccupazione negli occhi del
giovane contadino, chiesero come potevano aiutarlo.
Il contadino rispose: «solo l’energia di una giovane donna
vergine e dai capelli rossi potrà rompere l’incantesimo, ma nel Regno non ce n’è
nemmeno una».
Avvilito e rassegnato, il giovane attese l’alba per
riprendere la strada di casa nel desolato panorama che lo aspettava. Sperava
che almeno il Re avesse potuto porre rimedio all’incantesimo che pesava sul
Regno del Caos, ma nessun aiuto era giunto.
Il Re e la Regina, spaventati all’idea che qualcuno potesse
venire a cercare la loro figlia – una giovane vergine dai capelli rossi – sbarrarono
tutte le finestre del castello in modo che nessuno potesse accorgersi della
principessa.
Disperata, Iris iniziò a piangere senza sosta, dalla mattina
alla sera. Piangeva soltanto, non mangiava né dormiva più. Pian piano un
piccolo rigolo di lacrime iniziò a sgorgare da sotto la porta della sua stanza,
attraversò le sale del castello e uscì fuori da ponte levatoio.
Il rigolo di pianto si fece ogni giorno più grande e forte
tanto che ben presto divenne un ruscello e poi un fiume impetuoso che travolse
il ponte levatoio e uscì fuori trascinando con sé tutto l’ordine che regnava
nel Castello incantato.
Fu così che le lacrime della principessa entrarono nel Regno
del Caos e giunsero ai piedi di una gigantesca quercia, ormai rinsecchita
dall’aridità e dal gelo.
In men che non si dica le foglie dell’albero presero vigore diventando
nuovi germogli verdi. L’acqua dei ruscelli tornò a scorrere fresca e limpida e
la Natura si risvegliò dal suo torpore.
Le lacrime di Iris avevano sciolto l’incantesimo: la giovane,
finalmente libera dalle catene che l’avevano costretta a crescere nella
prigione della sua stanza, depose le ghiande che le aveva dato la vecchia
strega ai piedi della grande quercia.
Come per magia, le ghiande si trasformarono in farfalle e al
posto della grande quercia apparve un giovane di bell’aspetto, il principe
azzurro tanto sognato da Iris che altri non era che il giovane contadino che si
era smarrito nel bosco.
Fu così che la principessa trovò finalmente il suo principe e
vissero felici e contenti.

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