mercoledì 31 luglio 2019


La principessa del Regno del Caos

C’era una volta il Regno del Caos. Qui tutto era confusione, tutto era disordine. Figuriamoci che gli alberi del bosco crescevano capovolti con le radici al posto della chioma. I ruscelli scorrevano al contrario, i topi inseguivano le volpi e la pioggia, invece di bagnare la terra, saliva verso il cielo.

Era un Regno davvero strano, non si poteva mai sapere cosa sarebbe accaduto, ma tutti gli esseri che vi abitavano erano felici perché vivevano in comunione con la Natura.

Nel Regno del Caos c’era un enorme castello, con tante torri e un grande ponte levatoio, sempre alzato. Però nel castello non vi era traccia del Caos, regnava infatti ordine ovunque. Nel grande cortile ogni cosa era al suo posto, nella stalla ogni cavallo aveva la sua biada, nel mastio ogni finestra aveva il suo battente. Non c’era nulla che fosse fuori posto. Era un castello incantato, triste e solitario.

Il Re, che vi dimorava con la Regina, aveva una figlia di nome Iris, una giovane principessa in età da marito. Iris era molto bella, con gli occhi verdi e lunghi capelli rossi. Le giornate di Iris trascorrevano tutte uguali, non accadeva mai nulla che la facesse sorridere. Ella passava il tempo nella sua stanza a leggere e a pensare a quanto sarebbe stata felice se solo fosse potuta uscire dal Castello.

Sì perché il Re non aveva mai permesso alla figlia, sin dalla nascita, di uscire dal recinto del Castello poiché temeva che il disordine del Caos potesse portargliela via.

Così ogni giorno la principessa pensava e ripensava al suo principe azzurro: quando sarebbe arrivato? Come e dove l’avrebbe incontrato? E così spesso piangeva senza sosta, sola e triste.

Una notte d’autunno la principessa fu svegliata nella sua stanza da una donna, il suo volto era vecchio e rugoso, i suoi capelli erano neri e arruffati e aveva gli occhi iniettati di sangue, pareva proprio una strega.

Iris si spaventò molto, il cuore iniziò a batterle forte in petto, il respiro si fece corto e un’intensa paura la pervase.

La vecchia strega le disse: «bambina mia, prendi coraggio e scappa dal Castello, finché non entrerai nel Regno del Caos non saprai mai cos’è la felicità». Iris spaventata rispose: «Ma non posso disobbedire ai miei genitori, soffrirebbero troppo per me, se io fuggissi dal castello loro morirebbero di crepacuore».

Allora la vecchia strega si adirò e in un attimo manifestò la sua forza magica: una luce folgorante si espanse nella stanza di Iris avvolgendo tutte le cose. La giovane si fece piccola piccola e si andò a nascondere sotto il letto. Quando tutto fu finito, Iris uscì fuori tremante cercando con gli occhi la vecchia strega. Ma non la vide più, al suo posto trovò invece una manciata di ghiande.

I giorni trascorrevano uno uguale all’altro nel Castello incantato, Iris non trovava il coraggio di parlare al Re e alla Regina della strega e di chiedere loro di poter uscire nel Regno del Caos, così diventava sempre più triste e malinconica.

Una mattina, appena sveglia, la principessa prese in mano le ghiande che la strega le aveva lasciato sul camino e iniziò a scrutarle con curiosità. Osservandone una sentì come una strana energia pervaderla tutta. Avvertì come un richiamo lontano ma non comprese di cosa si trattasse. Capì però che c’era qualcosa fuori, da qualche parte, che la chiamava, che aspettava proprio lei.

Una sera nebbiosa d’autunno un giovane contadino perse la strada nel Regno del Caos. Fu così che si trovò al cospetto dal grande Castello incantato. Siccome fuori era freddo e il giovane non sapeva dove trascorrere la notte, decise di bussare al portone del Castello. Subito fu accolto dai sudditi del Re e gli fu offerto un pasto caldo accanto al focolare.

Il contadino raccontò al Re e alla Regina che fuori, nel Regno del Caos, era successo qualcosa di veramente strano, che nessuno sinora era riuscito a spiegarsi. Era come se il disordine che si solito regnava sovrano, si fosse congelato, nulla era più come prima e nessuno sapeva il perché.

La natura si era interrotta, non crescevano più le piante, l’acqua dei ruscelli era immobile, gli uccelli non volavano più nel cielo. Il disordine era stato sostituito da un ordine immobile che stava pian piano facendo morire la Natura. Forse si trattava di un incantesimo maligno di qualche strega gelosa e invidiosa della libertà e della creatività del Caos.

Il Re e la Regina, leggendo la preoccupazione negli occhi del giovane contadino, chiesero come potevano aiutarlo.

Il contadino rispose: «solo l’energia di una giovane donna vergine e dai capelli rossi potrà rompere l’incantesimo, ma nel Regno non ce n’è nemmeno una».

Avvilito e rassegnato, il giovane attese l’alba per riprendere la strada di casa nel desolato panorama che lo aspettava. Sperava che almeno il Re avesse potuto porre rimedio all’incantesimo che pesava sul Regno del Caos, ma nessun aiuto era giunto.

Il Re e la Regina, spaventati all’idea che qualcuno potesse venire a cercare la loro figlia – una giovane vergine dai capelli rossi – sbarrarono tutte le finestre del castello in modo che nessuno potesse accorgersi della principessa.

Disperata, Iris iniziò a piangere senza sosta, dalla mattina alla sera. Piangeva soltanto, non mangiava né dormiva più. Pian piano un piccolo rigolo di lacrime iniziò a sgorgare da sotto la porta della sua stanza, attraversò le sale del castello e uscì fuori da ponte levatoio.

Il rigolo di pianto si fece ogni giorno più grande e forte tanto che ben presto divenne un ruscello e poi un fiume impetuoso che travolse il ponte levatoio e uscì fuori trascinando con sé tutto l’ordine che regnava nel Castello incantato.

Fu così che le lacrime della principessa entrarono nel Regno del Caos e giunsero ai piedi di una gigantesca quercia, ormai rinsecchita dall’aridità e dal gelo.

In men che non si dica le foglie dell’albero presero vigore diventando nuovi germogli verdi. L’acqua dei ruscelli tornò a scorrere fresca e limpida e la Natura si risvegliò dal suo torpore.

Le lacrime di Iris avevano sciolto l’incantesimo: la giovane, finalmente libera dalle catene che l’avevano costretta a crescere nella prigione della sua stanza, depose le ghiande che le aveva dato la vecchia strega ai piedi della grande quercia.

Come per magia, le ghiande si trasformarono in farfalle e al posto della grande quercia apparve un giovane di bell’aspetto, il principe azzurro tanto sognato da Iris che altri non era che il giovane contadino che si era smarrito nel bosco.

Fu così che la principessa trovò finalmente il suo principe e vissero felici e contenti.


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