giovedì 29 agosto 2019

Stefy. Un'amicizia come tante


Terzo episodio

Quella mattina la professoressa di Lettere interrogava e l’interrogazione metteva sempre in ansia tutta la classe. Scorrendo la lista di nomi sul registro, la professoressa Franca si soffermò su Filippo; preso dal panico il ragazzo si voltò subito a guardare Patty sperando di avere il suo sostegno. Lei timidamente acconsetì ad aiutarlo, come ormai faceva ogni volta dall’inizio dell’anno scolastico, con la speranza di ricevere un po’ di attenzione anche dopo l’interrogazione. Fortunatamente si erano seduti vicini poiché era nell’aria la possibilità che Filippo potesse essere interrogato.

Quando iniziarono le domande dell’insegnante, Filippo, che non studiava quasi mai a sufficienza, attendeva il suggerimento di Patty che puntualmente rispondeva sottovoce in modo esaustivo a ciò che la professoressa chiedeva.

Al termine dell’interrogazione il compagno si vantava del sette preso con l’inganno, mentre Patty provava un vago senso di disgusto verso se stessa per aver accondisceso ancora una volta a quel ridicolo teatrino. Tuttavia era più forte di lei rifiutarsi, tanto era desiderosa di farsi accettare dai compagni che lei considerava più fighi e scaltri. E Filippo era uno di questi. Sempre alla moda, sempre con la ragazza più bella. Il venerdì sera andava a ballare nei locali più in di Riccione e poi raccontava in classe le sue avventure, il sesso nei bagni del Cocoricò, le pastiglie di una nuova droga eccitante chiamata extasy che doveva farti provare l’estasi in una notte. E noi lì ad ascoltare a bocca aperta i suoi racconti, come se non fossero nemmeno realtà, mentre lui compiaciuto si pettinava con le dita i capelli folti e ricci cosparsi di crema Nivea.

Filippo aveva una forte intesa con Stefy, in classe o in laboratorio stavano vicini di banco e a ricreazione si abbracciavano e coccolavano come due amici affettuosi. Non era ben chiaro però che tipo di rapporto fosse il loro. Patty spesso si soffermava a osservarli stupita dalla tanta confidenza che esisteva tra loro e dal fatto che Filippo avesse una fidanzata fissa, o meglio così lui ci teneva a descriverla. Era chiaro che il loro rapporto fosse quantomeno ambiguo. Lei si atteggiava a lui come una bimba ingenua e sprovveduta che cercava rifugio e protezione tra le gonne della mamma, mentre lui si divertiva a fare il fratello maggiore rassicurandola scherzosamente, allungando di tanto in tanto le mani tra le cosce e il seno di lei, che si lasciava fare passivamente.

Spesso Mirko si incantava a guardarli giocare, ma il suo sguardo aveva qualcosa di rancoroso verso lo strano feeling che c’era tra i due compagni di classe, nonostante tentasse di partecipare al loro gioco con ironia e distacco.
Patty l’aveva notato lo sguardo gelido di Mirko e stentava a dimenticarlo. Era l’espressione di una gelosia sorda che a fatica il ragazzo riusciva a non far trapelare, tradito di tanto in tanto da qualche frecciatina sarcastica rivolta a Stefy.

Sulla via del ritorno verso la stazione dei treni, Patty sperava ogni volta che Mirko la affiancasse per fare due chiacchiere da soli. Ormai faceva questo sogno a occhi aperti ogni giorno. La realtà invece era tutt’altro. Mirko rimaneva quasi sempre nel gruppo e sulla via del ritorno a casa, così come sul treno, se ne stava in compagnia degli altri a raccontare stupide storielle, oppure solo con la Stefy. Risate, battute, crudeltà e commenti di ogni tipo, questo piaceva a Mirko e Patty era poco disposta a farsi prendere in giro da lui perché era timida o perché aveva il sedere un po’ grosso. Eppure Patty si era innamorata di quel ragazzo rozzo e poco sensibile, lo desiderava notte e giorno, non aspettava altro che lui si dichiarasse così come Stefy le aveva predetto sarebbe presto accaduto.



H.Scott Tuke, Gioventù in pantaloni bianchi

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