domenica 25 agosto 2019

Stefy. Un'amicizia come tante



Primo episodio



Mentre si spazzolava i folti capelli bruni, Stefy guardò l’orologio e si accorse che stava perdendo il bus che l’avrebbe portata alla stazione dei treni per andare a scuola. Frequentava il quarto anno dell’Istituto d’Arte e quel giorno la professoressa di Lettere avrebbe approfondito la lezione sul Romanticismo spiegando il romanzo I dolori del giovane Werther di Goethe. Tutte noi in fondo ci sentivamo un po’ Lotte e in segreto avremmo voluto vivere un amore disperato come quello di Albert e Charlotte.

Stefy scese in strada e si affrettò a salire sull’autobus. Era ancora sconvolta dalla sera prima quando aveva saputo, da una telefonata, che suo padre avrebbe finalmente voluto incontrarla. Di quell’uomo lei non sapeva quasi nulla se non che non l’aveva voluta mai vedere dopo la sua nascita, quando aveva abbandonato la madre e la piccola Stefy di soli pochi mesi per andare in cerca di una vita di successo come artista. Si era infatti trasferito a Bologna e l’unico ricordo che la figlia possedeva del padre era un curioso quanto inquietante disegno a inchiostro che lui le aveva fatto avere tramite la madre. A due fermate da casa sua salì sul bus Patty, la compagna di classe con la quale Stefy aveva più affinità in assoluto. Appena si videro si sorrisero felici di potersi fare compagnia lungo il tragitto che le avrebbe portate a scuola. Patty era pensierosa e preoccupata. Chiese subito a Stefy se il giorno prima in classe avesse visto Mirko, dato che lei era stata assente perché non si sentiva bene. Stefy rispose che lo aveva visto solo sul treno perché poi avevano avuto lezione in laboratorio di Progettazione e, come accadeva sempre, la classe si divideva in gruppi.

Con lo sguardo ansioso Patty sospirò, delusa e avvilita. Sperava proprio che Stefy le dicesse che Mirko aveva chiesto di lei, del perché fosse stata assente da scuola. Stefy comprese l’umore dell’amica, le prese le mani e le strinse forte rassicurandola sul fatto che Mirko era molto interessato a lei ma che, a causa della timidezza, non riusciva a dichiararsi.
Patty abbozzò un sorriso all’amica e strinse a sua volta le mani di Stefy in segno di riconoscenza, tuttavia continuava a provare un ineluttabile senso di afflizione per non riuscire a far sbocciare quell’amore al quale si era disperatamente attaccata. Si sentiva sbagliata e inadeguata nei confronti di Mirko, così spavaldo e atletico ma altrettanto restio nell’esprimere i propri sentimenti. Stefy però l’aveva quasi convinta che si trattava solo di aspettare, che presto il biondo e algido compagno di classe avrebbe ceduto e così la loro storia d’amore sarebbe finalmente cominciata.

Sul treno, alla seconda fermata, salirono Mirko e Sabry. Non appena Stefy li vide li chiamò dal finestrino del suo scompartimento così avrebbero potuto stare insieme come tutte le mattine e chiacchierare lungo il breve viaggio verso la scuola. Patty se ne stava al suo posto con il libro di chimica aperto sulle ginocchia a ripassare formule; intanto però ascoltava timidamente la conversazione tra Stefy e Sabry che discutevano del film The Doors visto al cinema qualche sera prima. A Stefy era piaciuta molto l’interpretazione che Oliver Stone aveva dato del gruppo, secondo lei ne aveva colto in pieno lo spirito trasgressivo e sopra le righe, mentre Sabry non era affatto convinta dalla prova offerta dall’attore Val Kilmer che a suo giudizio impersonava un Jim Morrison poco corrispondente a verità.

Alcuni violenti scossoni del treno annunciavano che la stazione era vicina e tutti cominciavano a chiudere gli zaini e a prepararsi a scendere per iniziare una nuova mattinata di scuola.


Le amiche, F. Brescianini 1944

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